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Ricondizionato: come calcolare la propria impronta di carbonio grazie alla LCA?

Pubblicato il 14 aprile 2026

Lo sviluppo dell'economia circolare spinge fabbricanti e distributori a ripensare il proprio modello. Tra le leve più promettenti: l'apparecchio ricondizionato. Eppure finora restava un punto cieco: come misurare in modo affidabile l'impatto e l'impronta di carbonio di un'apparecchiatura di seconda mano? È proprio questa la sfida raccolta da Rexel France e da cinque partner, tra cui Qweeko, con la pubblicazione di un white paper presentato al salone ChangeNow di Parigi nel marzo 2026.

Perché l'impronta di carbonio del ricondizionato è così difficile da misurare?

Un apparecchio ricondizionato non è un prodotto nuovo. Il suo ciclo di vita è diverso, e così anche il suo impatto ambientale. La fabbricazione e la fase di consumo di energia di un'apparecchiatura elettronica sono le fasi con l'impatto più forte in termini di emissioni di CO₂ equivalente. Tuttavia, a differenza dei prodotti nuovi che dispongono di Profili Ambientali di Prodotto (PEP) documentati, gli apparecchi ricondizionati non beneficiavano di alcun metodo standardizzato per quantificare la propria impronta di carbonio.

La RE2020 menziona il ricondizionato solo tra le righe, limitandosi a precisare che i pezzi sostituiti devono essere presi in considerazione. Un quadro insufficiente per valorizzare concretamente i benefici ambientali di un modello basato sulla seconda vita delle apparecchiature.

Un metodo di calcolo semplificato, basato sull'analisi del ciclo di vita

Il white paper propone un approccio strutturato intorno all'analisi del ciclo di vita (LCA). Il metodo si basa sui dati del database INIES e sulla metodologia del programma PEP ecopassport per attribuire un valore carbonio medio a ogni apparecchio ricondizionato in CO₂ equivalente, secondo tre livelli di ricondizionamento:

In mancanza di un PEP verificato, lo studio prevede il ricorso ai dati ambientali predefiniti (DED) pubblicati dal ministero francese della Transizione ecologica. Un approccio pragmatico che permette di ricalcolare rapidamente il beneficio carbonio generato dal ricondizionamento, senza attendere una LCA completa.

Il ruolo di Qweeko: automatizzare la LCA per renderla accessibile

In questo consorzio che riunisce Eaton, Schneider Electric, Ecosystem e Terraquota, Qweeko ha apportato la propria competenza nell'automazione dell'Analisi del Ciclo di Vita. Perché un metodo, per quanto rigoroso, sarà adottato su scala industriale solo se è praticabile senza pesanti risorse specializzate.

La nostra piattaforma permette agli industriali e ai distributori di automatizzare la raccolta e il trattamento dei dati ambientali necessari al calcolo dell'impronta di carbonio di ogni apparecchio. In concreto, significa poter misurare l'impatto ambientale di un'apparecchiatura ricondizionata basandosi sul PEP del prodotto nuovo di origine, pezzo per pezzo se necessario, e produrre dichiarazioni ambientali affidabili, a partire da uno studio rigoroso, rapidamente e senza attriti.

Ricondizionare, sì, ma dimostrarlo con i numeri

L'economia circolare può passare alla scala industriale solo con dati stabilmente affidabili e confrontabili. Ricondizionare un apparecchio elettronico riduce in modo significativo il suo consumo di risorse, le sue emissioni, il suo impatto ambientale e la sua impronta di carbonio rispetto alla fabbricazione di un prodotto nuovo, ma bisogna anche poterlo dimostrare con uno studio solido.

È proprio ciò che permette questo metodo: dare agli attori della filiera un mezzo concreto per valorizzare il proprio approccio, che si tratti di rispondere ai requisiti degli appalti pubblici, di convincere i grandi clienti o di alimentare la rendicontazione non finanziaria.

Cosa cambia concretamente per i fabbricanti

Per un fabbricante, questo approccio apre una strada chiara: calcolare e documentare l'impronta di carbonio di ogni apparecchiatura ricondizionata senza attendere una LCA completa, basandosi su uno studio di riferimento e su un modello di calcolo riconosciuto. I dati prodotti saranno destinati a essere ospitati su Fab.Dis, il riferimento di scambio unificato tra industriali e distributori.

Un metodo ufficiale pubblicato dal programma PEP ecopassport è inoltre atteso per giugno 2026, rendendo queste dichiarazioni sull'impatto ambientale conformi alla norma ISO 14025, e quindi pienamente valorizzabili nelle gare d'appalto, nelle iniziative CSR e negli impegni a favore dell'economia circolare.

Vuoi automatizzare l'analisi del ciclo di vita dei tuoi prodotti e valorizzare l'impronta di carbonio della tua offerta ricondizionata? Contatta il nostro team.

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