
La RE2020 prosegue la sua applicazione progressiva. Il decreto n. 2026-16 del 15 gennaio 2026 prevede l'estensione della sua applicazione a nuove tipologie di edifici. Questa evoluzione riguarda i permessi di costruire e le dichiarazioni preventive presentati a partire dal 1° maggio 2026. Ciò significa che committenti, promotori immobiliari, industriali e studi di progettazione devono fin da ora anticipare questi nuovi obblighi normativi.
A partire da maggio 2026, la normativa si applicherà in particolare a:
Questa estensione segna una tappa importante: la RE2020 non riguarda più soltanto le abitazioni o alcuni uffici, ma si estende a settori diversi del terziario, della sanità e dell'industria.
L'edificio deve essere progettato per ridurre il proprio fabbisogno energetico fin dalla fase architettonica (orientamento, isolamento, compattezza, ecc.).
L'obiettivo è ridurre la dipendenza dalle energie fossili e favorire sistemi efficienti e a basse emissioni di carbonio.
Al di là della prestazione energetica, la normativa impone di limitare le emissioni di gas a effetto serra associate all'uso dell'edificio.
È qui che la LCA dell'edificio diventa centrale. I materiali, le apparecchiature e i sistemi tecnici devono essere valutati in base al loro impatto ambientale sull'intero ciclo di vita (fabbricazione, trasporto, posa in opera, fine vita). Ciò implica il ricorso a FDES e schede PEP affidabili e verificate.
La RE2020 introduce un indicatore specifico per misurare il comfort estivo, al fine di anticipare gli episodi di forte calore legati al cambiamento climatico.
Con l'integrazione degli edifici industriali, artigianali e sanitari, la pressione normativa aumenta sui fabbricanti di prodotti per l'edilizia. Per rispondere ai requisiti RE2020, devono:
La prestazione carbonio dei componenti diventa un criterio decisivo nelle gare d'appalto.
L'ampliamento della RE2020 conferma una tendenza di fondo: il dato ambientale diventa strategico. Mettere in atto un approccio strutturato di Analisi del Ciclo di Vita (LCA) permette di anticipare i futuri requisiti normativi, di mettere in sicurezza la conformità dei prodotti, di rispondere più rapidamente ai progetti soggetti alla RE2020 e di valorizzare le proprie prestazioni ambientali.
A partire dal 1° maggio 2026, la RE2020 compie un nuovo passo integrando numerosi edifici terziari, industriali e sanitari. Per gli attori del settore, la sfida è chiara: anticipare, strutturare e rendere affidabili i propri dati ambientali fin da ora.
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