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Come si applica la RE 2020 agli industriali degli EEE?

Pubblicato il 21 maggio 2025

Vuoi analizzare in modo semplice l'impatto ambientale dei tuoi prodotti? Esistono certificazioni che ti chiedono già oggi di misurarlo. L'entrata in vigore della Réglementation environnementale 2020 (RE 2020) è stata infatti ufficializzata con la pubblicazione del decreto del 29 luglio 2021 e dell'arrêté del 4 agosto 2021. Segna un cambiamento significativo nel processo di costruzione, istituendo un quadro più rigoroso rispetto alla RT 2012.

Conferma i principali orientamenti attesi dai professionisti dell'edilizia. Di fatto, stabilisce requisiti chiari in materia di caratteristiche e di metodi di calcolo delle prestazioni energetiche e ambientali per le nuove costruzioni e gli ampliamenti nella Francia metropolitana. Ecco come si applica agli industriali delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, o EEE.

1. Le grandi linee dell'applicazione della RE 2020

La RT2012 è sostituita dalla Réglementation Environnementale (RE) 2020. Il settore delle costruzioni dispone così di una tabella di marcia ambientale chiara e precisa.

1.1. I 3 grandi obiettivi della RE 2020

La RE 2020 mantiene i tre obiettivi fondamentali della RT 2012, ossia:

Per raggiungere questi obiettivi, la RE 2020 introduce una novità: il calcolo dell'Analisi del Ciclo di Vita (LCA) dell'edificio. Questo calcolo tiene conto degli impatti carbonio stimati di tutti i materiali e le apparecchiature utilizzati durante la costruzione e l'uso dell'edificio.

1.2. I 5 criteri di prestazione

Nell'ambito della RE 2020, devono essere rispettati cinque criteri di prestazione, in particolare:

  1. L'ottimizzazione della progettazione energetica della costruzione, senza tenere conto dei sistemi energetici utilizzati.
  2. La limitazione del consumo di energia primaria.
  3. La riduzione dell'impatto sul cambiamento climatico associato a questo consumo.
  4. La minimizzazione dell'impatto ambientale dei componenti dell'edificio.
  5. Ed evitare le situazioni di disagio durante i periodi estivi.

La RE 2020 mira anche a migliorare la prestazione energetica degli edifici e a limitarne l'impatto climatico incoraggiando l'utilizzo di energie decarbonizzate.

1.3. I 6 nuovi indicatori di prestazione

I testi ufficiali relativi alla RE2020 hanno confermato i nuovi indicatori di prestazione di cui i professionisti dell'edilizia dovranno tenere conto, ossia: il fabbisogno bioclimatico per il riscaldamento, il raffrescamento e l'illuminazione (Bbio); il consumo di energia primaria (Cep) e di energia primaria non rinnovabile (Cep, nr); l'impatto carbonio legato ai consumi energetici (Ic énergie) e ai materiali e alle apparecchiature (Ic construction); nonché il grado-ora di disagio (DH), che misura l'intensità e la durata dei periodi di disagio termico durante l'estate.

2. Un'applicazione progressiva per tipo di edificio

L'applicazione della RE 2020 è limitata alle nuove costruzioni ed è stata attuata progressivamente in funzione della categoria di edificio interessata.

2.1. Gennaio 2022: edifici a uso abitativo (abitazioni collettive e individuali)

I nuovi requisiti della RE 2020 si applicano in primo luogo agli edifici residenziali oggetto di una domanda di permesso di costruire o di una dichiarazione preventiva presentata a partire dal 1° gennaio 2022.

2.2. Luglio 2022: edifici per uffici e per l'istruzione primaria o secondaria

Le costruzioni di uffici, gli edifici destinati all'istruzione primaria o secondaria, nonché i parcheggi associati, sono soggetti ai requisiti della RE 2020 solo per le domande presentate a partire dal 1° luglio 2022.

2.3. Gennaio 2023: ampliamenti e costruzioni provvisorie

I requisiti della RE 2020 si applicano a partire dal 1° gennaio 2023 agli ampliamenti di edifici residenziali, di uffici, dell'istruzione primaria o secondaria, nonché alle costruzioni temporanee.

2.4. Data differita per le altre costruzioni

I requisiti per le altre categorie di edifici (negozi, ristoranti, ospedali, edifici industriali, ecc.) saranno definiti successivamente. Nel frattempo, queste costruzioni restano soggette ai requisiti della RT 2012.

3. La comunicazione ambientale: PEP individuale vs PEP collettivo

In questo contesto, gli industriali devono comunicare la prestazione ambientale dei prodotti producendo dei PEP (Profilo Ambientale di Prodotto) per le apparecchiature elettriche, elettroniche e della climatizzazione. L'obiettivo è integrare questi risultati nel calcolo dell'impatto globale dell'edificio.

3.1. Che cos'è un PEP?

Il PEP è un documento conciso di poche pagine, che presenta in quattro sezioni principali le caratteristiche ambientali di un prodotto:

  1. Tutte le informazioni generali pertinenti per comprendere la funzione del prodotto e il quadro dello studio.
  2. Le proporzioni in percentuale della massa totale del prodotto per ciascuna categoria di materiali (metalli, plastiche, altri e vari).
  3. Le tabelle degli impatti ambientali calcolati, presentati sotto forma di valori numerici, includendo ogni fase del ciclo di vita. 8 indicatori sono obbligatori e 19 sono facoltativi.
  4. Informazioni ambientali supplementari e scenari di LCA, come strategie di riduzione dell'impatto nelle fasi di fabbricazione, distribuzione, installazione, utilizzo e fine vita.

La scheda PEP deve essere consegnata con un rapporto di accompagnamento, che riprende tutte le informazioni relative alla realizzazione della LCA condotta (dati di input, strumenti, metodologie). Questo documento è particolarmente utile nella fase di verifica.

3.2. Criteri di validità dei PEP

I PEP sono disciplinati dalla norma XP C08-100-1 e dal PCR edizione 4.0 e sono validi per una durata di 5 anni. Perché un PEP sia valido, deve essere sottoposto a una verifica obbligatoria da parte di una terza parte indipendente, dal luglio 2017. Una volta verificati, i PEP sono resi accessibili dal database del programma PEP ecopassport e nel database INIES.

3.3. PEP individuale vs PEP collettivo

Esistono due tipi di PEP: le dichiarazioni ambientali individuali (uno o più prodotti di un solo industriale) e le dichiarazioni ambientali collettive (un prodotto comune a più industriali, realizzate da un raggruppamento o da un'associazione di categoria rappresentativa).

Una dichiarazione collettiva deve rispettare diverse condizioni: applicarsi a un prodotto tipo e identificare chiaramente i prodotti coperti; questi prodotti devono avere la stessa funzione e un'omogeneità sui parametri che influenzano gli indicatori ambientali; contenere l'elenco dei responsabili dell'immissione sul mercato autorizzati; includere un quadro di validità.

Per accrescere la visibilità dell'azienda e del prodotto, la padronanza del processo, l'opportunità di innovazione attraverso l'ecodesign e la valorizzazione della prestazione ambientale, il PEP individuale apporta un reale valore aggiunto, tanto più che le politiche di acquisti responsabili (appalti pubblici) integrano criteri ambientali e offrono all'azienda un vantaggio competitivo.

4. Un nuovo quadro normativo, il PCR edizione 4.0

Il PCR edizione 4 è stato pubblicato per il programma di dichiarazione ambientale di tipo III. Tiene conto dei requisiti di diverse normative (EN 50693, EN 15804, RE 2020, PEF della Commissione europea) e presenta novità come l'unità dichiarata, la scomposizione del modulo B (fase di utilizzo) e la considerazione dei benefici e dei carichi oltre il ciclo di vita (modulo D).

Grazie a questo solido quadro di riferimento, gli industriali possono ormai creare PEP conformi alle norme internazionali, europee e francesi. Per semplificare la tua messa in conformità, Qweeko automatizza la LCA dei tuoi prodotti: raccolta dei dati semplificata, calcolo automatizzato degli impatti ambientali e generazione di rapporti conformi e facilmente verificabili.

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