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Ambiente

Inquinamento dell'aria: quali impatti ambientali?

Pubblicato il 21 maggio 2025

La produzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche da parte del settore industriale ha un'incidenza certa sull'ambiente. Il ciclo di vita di questi prodotti manifatturieri (estrazione delle materie prime, trasporto, utilizzo) modifica tra l'altro la qualità dell'aria, con un impatto ambientale più o meno rilevante. La valutazione ambientale di ogni apparecchiatura elettrica ed elettronica deve rappresentare una priorità per ridurre il più possibile l'inquinamento dell'aria durante il suo ciclo di vita. In Qweeko effettuiamo la LCA di ogni prodotto attraverso l'utilizzo di indicatori di impatto sull'aria: contributo all'effetto serra, acidificazione dell'aria, formazione di ozono troposferico, riduzione dello strato di ozono, particolato ed effetti respiratori delle sostanze inorganiche. Vediamoli nel dettaglio.

Un impatto importante sul clima: le emissioni di gas a effetto serra nell'aria

La presenza dei gas a effetto serra (GES) nell'atmosfera svolge un ruolo determinante nella regolazione del clima. Questi GES trattengono gran parte dell'energia solare: questa ritenzione caratterizza l'effetto serra. Senza questo effetto serra naturale, la temperatura terrestre si aggirerebbe intorno ai -18 °C; grazie a questo fenomeno, è di 15 °C.

Tuttavia, l'utilizzo di energie fossili come il carbone, il petrolio o il gas naturale favorisce l'aumento della concentrazione di questi GES nell'atmosfera. Il tasso più o meno elevato di GES accentua l'inquinamento dell'aria e quindi il riscaldamento del clima. Si distinguono tra l'altro:

  1. L'anidride carbonica (CO2), GES naturale prodotto in grandi quantità da alcune attività umane nella petrolchimica e nella siderurgia. La CO2 resta, per oltre il 50 %, la principale responsabile del contributo all'effetto serra.
  2. Il protossido di azoto, GES naturale derivante dalla combustione di combustibili fossili per il riscaldamento e i trasporti. Il suo potere riscaldante è 298 volte superiore a quello della CO2 e la sua durata di vita nell'atmosfera è di 120 anni.
  3. I gas fluorurati (CFC, HCFC, HFC, PFC, ecc.), utilizzati nei sistemi di raffreddamento, come solventi (pulizia dei componenti elettronici) o nella produzione di alluminio.
  4. L'esafluoruro di zolfo (SF6), gas rilevatore di perdite utilizzato nell'isolamento elettrico.

Impatti ambientali: l'acidificazione dell'aria

Il rilascio di anidride solforosa, biossido di azoto, acido cloridrico e ammoniaca nell'atmosfera genera un inquinamento dell'aria sotto forma di acidificazione. In presenza di umidità, questi gas si trasformano in acidi. All'origine delle piogge acide, questi contribuiscono alla diminuzione del pH dei suoli, dei fiumi e dei laghi. Un pH più basso comporta un degrado dei suoli, uno squilibrio degli ecosistemi e la scomparsa di alcune specie vegetali. Questo inquinamento deriva essenzialmente dall'utilizzo di combustibili a base di zolfo (olio combustibile, gasolio, lignite, coke di petrolio) e da processi industriali.

L'inquinamento dell'aria da ozono troposferico

L'ozono troposferico si forma nella bassa atmosfera, dove viviamo. Si tratta di un gas inquinante molto irritante e molto reattivo, nocivo per la salute umana, perché penetra facilmente nelle vie respiratorie. Contribuisce inoltre all'aumento dell'effetto serra. L'ozono si forma a partire dal biossido di azoto (emesso dagli scarichi dei veicoli o dagli inceneritori) sotto l'effetto dei raggi UV. In caso di episodio di inquinamento, è opportuno ridurre le emissioni di ossidi di azoto e di COV (Composti Organici Volatili).

La riduzione dello strato di ozono

L'indicatore di impatto riduzione dello strato di ozono riflette il livello di inquinamento dell'aria. Questa riduzione deriva dalla reazione tra l'ozono e sostanze che riducono lo strato di ozono come i clorofluorocarburi (CFC). Rilasciate nell'atmosfera, queste sostanze si decompongono sotto l'effetto dei raggi UV, liberando atomi di cloro e di bromo che accelerano la distruzione dello strato di ozono.

I CFC si trovavano in numerosi prodotti la cui vendita è vietata dalla fine degli anni '80: alcuni sistemi di climatizzazione e refrigerazione, solventi di pulizia industriali, bombolette spray, estintori. Le conseguenze sulla salute umana e animale e sull'ambiente sono vaste: l'aumento dei raggi UV può provocare nel tempo tumori della pelle, un indebolimento del sistema immunitario e lo squilibrio degli ecosistemi terrestri e marini.

Inquinamento dell'aria: il particolato fine e gli effetti respiratori

Tra gli inquinanti presenti nell'atmosfera si trova il particolato fine, di diametro molto ridotto. Questo tipo di inquinante è particolarmente nocivo per la salute umana: la sua inalazione può provocare patologie e irritazioni respiratorie, malattie cardiovascolari e tumori. Queste polveri in sospensione (PM) sono anche responsabili delle tracce di sporco presenti sugli edifici. Ne sono responsabili gli ossidi di azoto, le cui emissioni derivano essenzialmente dalla combustione (riscaldamento, produzione di elettricità, motori termici, ecc.).

Questi indicatori ambientali costituiscono strumenti indispensabili per studiare, analizzare e ridurre l'impatto di una produzione industriale sull'ambiente, sul clima e sulla salute. La ripetizione dei processi di misurazione di questi indicatori permette di individuare sempre più leve di riduzione. Così, il settore delle apparecchiature elettriche ed elettroniche può pensare, nel lungo periodo, di ridurre il proprio impatto ambientale nel suo insieme.

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