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La RE2020: quali evoluzioni sono da prevedere in Francia e in Europa?

Pubblicato il 21 maggio 2025

Le prestazioni energetiche degli edifici sono al centro della politica ambientale europea, che con l'EPBD (direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia) fissa un quadro normativo comune agli Stati membri dell'UE. La revisione di questa direttiva comporta nuovi requisiti in materia di riduzione del consumo energetico, con l'obiettivo ambizioso di zero emissioni per le nuove costruzioni nel 2030. In Francia, la Réglementation Environnementale 2020 (RE 2020) costituisce un'evoluzione normativa importante in materia, ad oggi la più esigente in Europa.

Dalla RT2012 alla RE2020: l'evoluzione delle norme termiche e ambientali dell'edilizia

Dal 1974, cioè all'indomani del primo shock petrolifero, sono state introdotte diverse normative termiche per favorire la costruzione di edifici meno energivori. L'ultima normativa in materia, la normativa termica RT2012, doveva rispondere agli obiettivi del Grenelle de l'environnement del 2007: ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GES) fino a raggiungere nel 2050 un quarto di quelle del 1990.

La normativa ambientale RE2020 è invece prevista dalla legge ELAN (Évolution du logement, de l'aménagement et du numérique). Va oltre i requisiti della RT2012 sulla questione delle prestazioni energetiche degli edifici nuovi, ma soprattutto introduce la presa in considerazione dell'intero ciclo di vita dell'edificio per misurarne l'impatto ambientale: in fase di costruzione e in fase di esercizio.

Gli obiettivi della RE2020

La RE2020 si inserisce in una dinamica continua, sia a livello nazionale sia a livello europeo, di miglioramento del comfort e delle prestazioni energetiche delle costruzioni. I suoi obiettivi sono tre:

I nuovi requisiti della RE2020

La normativa termica (RT) ha lasciato il posto a una normativa ambientale (RE), con obiettivi più globali. Le grandi novità della RE2020 risiedono quindi:

RE2020 e LCA (Analisi del Ciclo di Vita)

Una delle evoluzioni normative più importanti è l'introduzione nella RE2020 dell'analisi del ciclo di vita (LCA). Con l'entrata in vigore della RE2020 il 1° gennaio 2022, la realizzazione di una LCA per quantificare l'impatto ambientale delle nuove costruzioni è diventata la norma. La RE2020 impone la LCA per il solo indicatore di emissione di GES, con soglie massime da non superare per limitare l'impatto dell'edificio sul cambiamento climatico. Ma la realizzazione di una LCA completa permette ai costruttori di fare scelte informate basandosi su numerosi altri indicatori, come l'inquinamento dell'acqua o la produzione di rifiuti.

Verso un inasprimento dei requisiti della RE2020

Nel 2022, la RE2020 si applica in primo luogo alla costruzione di case unifamiliari e di edifici residenziali collettivi, poi alla costruzione di uffici e di istituti di istruzione primaria e secondaria. In una terza fase, la norma si estende ad altri tipi di edifici come negozi, palestre, stazioni o alberghi. I suoi requisiti devono inoltre inasprirsi per tappe successive, con l'entrata in vigore di nuovi obblighi e l'abbassamento delle soglie di tolleranza nel 2025, nel 2028 e nel 2031. A ogni tappa corrisponde una nuova soglia di riduzione dell'impatto carbonico, prima del 15 %, poi del 25 % e infine del 30 %.

Il punto sulla prestazione energetica degli edifici in Europa

La direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (EPBD), in vigore dal 2006, è lo strumento legislativo di riferimento a livello europeo. Comprende un metodo armonizzato di calcolo della prestazione energetica degli edifici, sistemi comuni di certificazione e protocolli standardizzati per il controllo degli impianti di riscaldamento e di climatizzazione. Gli Stati membri restano liberi di fissare le proprie norme minime di consumo energetico sui loro territori. L'EPBD è stata modificata più volte, nel 2018 e nel 2021. Le ultime revisioni riguardano l'obiettivo «zero emissioni» per tutte le nuove costruzioni entro il 2030 (case unifamiliari comprese) e già dal 2027 per gli edifici del settore pubblico.

Il consumo di energia del settore edilizio è una sfida cruciale e una leva imprescindibile per rispondere agli obiettivi della legge Énergie Climat. Raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 può avvenire solo attraverso un cambio di scala nelle soglie di certificazione a basse emissioni di carbonio e a basso consumo energetico. Se la normativa RE2020 si applica solo alle nuove costruzioni, la ristrutturazione costituisce un'altra sfida da non trascurare. Di fronte all'urgenza climatica, è l'intero parco di abitazioni e di edifici a uso professionale che deve rispondere ai più elevati requisiti ambientali.

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