Home›Blog›Normative
Normative

ESPR, RPC, Passaporto Digitale del Prodotto: cosa devono sapere i fabbricanti di EEE nel 2026

Pubblicato nel 2026

Il quadro normativo europeo sulla sostenibilità dei prodotti si è profondamente trasformato negli ultimi due anni. Tra l'entrata in vigore dell'ESPR a luglio 2024, la revisione del RPC e la diffusione progressiva del Passaporto Digitale del Prodotto (DPP), i fabbricanti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (EEE) devono affrontare obblighi sempre più precisi e sempre più imminenti.

Questo articolo ti offre una lettura chiara di queste tre normative, delle loro interazioni e delle azioni concrete da avviare fin da oggi.

Tre normative, uno stesso obiettivo: la trasparenza ambientale

L'Unione Europea ha strutturato la propria politica di sostenibilità dei prodotti attorno a tre testi complementari:

Questi tre testi si rafforzano a vicenda. E al centro di ciascuno di essi si trova un requisito comune: la dichiarazione di dati ambientali verificati, basati su un'Analisi del Ciclo di Vita (LCA).

L'ESPR: molto più di un semplice aggiornamento dell'Ecodesign

Un perimetro ampliato

La vecchia direttiva Ecodesign riguardava essenzialmente l'efficienza energetica. L'ESPR va molto oltre. Introduce requisiti minimi di prestazione (MPR) che coprono durabilità, riparabilità, riciclabilità, contenuto di materiali riciclati, impronta di carbonio e sostanze preoccupanti.

Per le apparecchiature EEE, questo significa in particolare: dichiarare l'impronta di carbonio sull'intero ciclo di vita del prodotto; garantire la disponibilità dei pezzi di ricambio e la facilità di smontaggio; dichiarare le sostanze SVHC presenti in misura superiore allo 0,1 % (m/m).

Un calendario serrato per l'elettronica

L'ESPR funziona tramite piani di lavoro settoriali. Gli apparecchi elettronici figurano tra le categorie prioritarie già dal 2025-2026. I fabbricanti di EEE non possono permettersi il lusso di aspettare.

Il divieto di distruzione dell'invenduto

Dal 2026, l'ESPR vieta la distruzione dell'invenduto per l'elettronica. Le aziende dovranno dichiarare annualmente i volumi di prodotti distrutti e le misure adottate per ridurli.

Il RPC in revisione: le EPD diventano obbligatorie per l'edilizia

Per i fabbricanti le cui apparecchiature si integrano negli edifici (sistemi HVAC, apparecchiature di gestione tecnica, colonnine di ricarica…), la revisione del RPC è un segnale forte.

La nuova versione attesa per il 2025-2026 rende le EPD (Dichiarazioni Ambientali di Prodotto) obbligatorie come informazione da fornire per la marcatura CE dei prodotti da costruzione. Anche il DPP diventa obbligatorio per questo settore entro il 2028. In concreto: un fabbricante che non ha ancora avviato il proprio processo di certificazione EPD è in ritardo.

Il Passaporto Digitale del Prodotto: la spina dorsale della trasparenza

Che cos'è il DPP?

Il DPP è un insieme strutturato di dati collegato a un identificativo univoco (QR code, NFC, RFID), accessibile lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Riunisce l'identificazione del prodotto e del fabbricante, la composizione (materiali, SVHC, quota riciclata), le prestazioni ambientali (LCA, impronta di carbonio, punteggio di circolarità), i dati di riparabilità e di fine vita, nonché le certificazioni e dichiarazioni (CE, EPD, etichette).

Il calendario per l'elettronica

Per le apparecchiature EEE, il DPP è atteso tra il 2027 e il 2028. Questo termine può sembrare comodo, ma non lo è. La costruzione del DPP si basa su dati LCA solidi ed EPD certificate, il cui processo di realizzazione richiede in media dai 12 ai 24 mesi.

La LCA e l'EPD: il fondamento di ogni conformità

Perché la LCA è imprescindibile

L'Analisi del Ciclo di Vita è la metodologia di riferimento richiesta da tutte queste normative. Copre i moduli da A1 a D: estrazione delle materie prime, fabbricazione, trasporto, uso, fine vita e benefici del riciclo. Senza LCA, niente EPD. Senza EPD, nessun DPP conforme. E senza DPP, nessun accesso al mercato europeo a partire dal 2027-2028.

L'EPD: il documento che rende i dati opponibili

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) è il documento standardizzato (ISO 14025 / EN 15804+A2) che formalizza e rende pubblici i risultati della LCA. Il suo processo di certificazione prevede cinque fasi:

  1. Definizione del sistema e raccolta dei dati di inventario (LCI)
  2. Calcolo degli indicatori di impatto secondo EN 15804+A2 (GWP, ODP, AP, EP, POCP, ADP…)
  3. Redazione della dichiarazione secondo il formato PCR applicabile
  4. Verifica indipendente da parte di un organismo accreditato (COFRAC o equivalente)
  5. Registrazione presso un programma EPD riconosciuto (EPD International, INIES, IBU…)

Un'EPD è valida 5 anni. Qualsiasi modifica significativa della composizione o del processo impone un aggiornamento.

Il PEP ecopassport: lo standard EPD specifico per gli EEE

Per le apparecchiature elettriche ed elettroniche, il programma PEP ecopassport è il referenziale EPD di riferimento. Definisce le regole PSR (Product Specific Rules) proprie delle diverse famiglie di apparecchiature EEE ed è riconosciuto dai principali committenti europei, in particolare nel settore dell'edilizia e dell'energia.

Nel 2025 sono state registrate oltre 2.000 nuove dichiarazioni PEP (+10 % rispetto al 2024) e sono state pubblicate oltre 9.000 nuove EPD sull'International EPD System. Queste cifre testimoniano una dinamica di mercato in accelerazione.

Ciò che le aziende sottovalutano ancora

La complessità della LCA

Realizzare una LCA non si riduce a compilare una tabella. La modellazione richiede di riconciliare dati eterogenei provenienti da decine di fornitori, di padroneggiare le regole PSR/PCR proprie di ciascuna categoria di prodotto e di configurare software specializzati. Un errore di mappatura dei materiali o uno scenario applicato male può invalidare l'intera dichiarazione.

Il rischio di greenwashing

Il regolamento ESPR e la direttiva Green Claims (in fase di finalizzazione) sanzionano severamente le dichiarazioni ambientali infondate. Ogni dato pubblicato in un DPP deve essere verificabile e aggiornato. Le autorità di vigilanza del mercato disporranno dei mezzi per controllare la coerenza tra il DPP dichiarato e le caratteristiche reali del prodotto.

I tempi di produzione di un'EPD

Tra raccolta dei dati, modellazione, verifica e registrazione, un'EPD certificata richiede in media dai 12 ai 18 mesi. Le aziende che non hanno ancora avviato questo processo per i loro prodotti prioritari corrono il rischio concreto di non essere conformi alla scadenza normativa. Automatizzando le fasi di modellazione e di riconciliazione dei dati, Qweeko riduce in modo significativo questi tempi, senza compromessi sull'affidabilità né sulla conformità normativa.

Conclusione: la LCA non è più facoltativa

ESPR, RPC rivisto, DPP: questi tre testi convergono verso una stessa conclusione. Per i fabbricanti di EEE, la realizzazione di LCA certificate e la produzione di schede PEP/EPD non sono più percorsi volontari; diventano prerequisiti normativi per continuare a vendere sul mercato europeo.

È proprio per rispondere a questa sfida che Qweeko è stato concepito. La nostra piattaforma automatizza la modellazione LCA e la generazione di schede PEP ed EPD, e i nostri esperti ti accompagnano in base alle tue esigenze. Risultato: le tue dichiarazioni ambientali vengono prodotte più rapidamente e sono conformi ai requisiti normativi in vigore.

Diagnosi EPD

Cosa devi dichiarare?

2 minuti per conoscere le normative che ti riguardano e il programma da puntare sui tuoi mercati.

Inizia